COMUNE DI ESTERZILI

Sant'Antonio Abate

Il Comitato Organizzatore della Festa di Sant’Antonio Abate è composto dai 46 abitanti che nel 2003 hanno compiuto 50 anni. I festeggiamenti in onore di Sant’Antonio Abate iniziano il 17 gennaio con una funzione nella Chiesa parrocchiale. Nella sua omelia il parroco, Don Piergiorgio ricorda la figura di questo Santo illustrando la sua vita esemplare.
Intanto in Via Eleonora d’Arborea nel quartiere Cuccaionis, i ragazzi hanno raccolgono la legna con l’utilizzo di una carriola e allestiscono un gigantesco falò.  

Sfidando un vento pungente accendono il fuoco in onore del Santo. Allestiscono un piccolo banchetto di festeggiamenti con carne arrosto e dolci sardi..
Il 18 gennaio la festa è prosegue nella piazza principale del paese dove, in un grande spiazzo è allestito un gigantesco falò.Durante la giornata due camioncini fanno il giro del paese per raccogliere la legna che gli abitanti hanno lasciato fuori dalle loro abitazioni.

Durante la giornata due camioncini fanno il giro del paese per raccogliere la legna che gli abitanti hanno lasciato fuori dalle loro abitazioni. Dopo la funzione religiosa nella bella chiesa parrocchiale si svolge la processione per il suggestivo centro storico di Esterzili.  

 Il cerimoniale conclude il suo giro attorno al fuoco, che il Sacerdote benedice prima dell’accensione.Nel frattempo i componenti il Comitato preparano gli arrosti per il banchetto serale a base di cinghiale, capra e maialetto, accompagnato da vino rosso, pane fatto in casa e dolci sardi.  
La serata è stata allietata da uno spettacolo dei bambini del paese.Il falò continua ad ardere fino all’indomani mattina.

  
Sant’Antonio Abate a cura della dott.ssa Alina Adamczky Aiello con la collaborazione della Rubrica "Storia dei Santi" 

Il nome Antonio deriva dall’antica denominazione gentilizia latina "antonius" ed è diventato col tempo nome individuale fra i più diffusi in Italia e in Sardegna. Probabilmente è di origine etrusca di significato sconosciuto. A volte viene collegato con il greco "anthos" e "fiore , fiorente". Due Santi, i più venerati portano questo nome: Sant’Antonio Abate e Sant’Antonio di Padova.  
Sant’Antonio Abate, eremita ed asceta cristiano nacque in Egitto nel 251. A 20 anni, seguendo i suggerimenti evangelici, si spogliò dei beni materiali dedicandosi alla vita ascetica.Ritirandosi a vivere nel deserto diede l’inizio al movimento del monachesimo occidentale. Il santo è l’esemplare modello dell’anacoreta cristiano e la sua biografia fu elaborata da San Atanasio, Vescovo di Alessandria d’Egitto. Sant’Antonio Abate è famoso per essere riuscito ad uscire vittorioso da ogni tentazione demoniaca.


Morì ultracentenario nel 356 e fino all’ultimo si dedicò alla preghiera e alla tenace lotta contro l’eresia ariana. Raccomandò ai discepoli di tenere segreto il luogo della sua sepoltura. Le reliquie ritrovate nel suo eremo presso il Mar Rosso nel 561 furono trasportate prima ad Alessandria poi a Costantinopoli e nel secolo XI in Francia.Nel 1491 furono collocate ad Arles dove attualmente si trovano nella chiesa a lui dedicata.

Nella tradizione popolare San Antonio Abate è considerato autore di miracoli, vendicatore delle donne offese, confidente delle fanciulle. Oltre ad essere patrono di numerose città e villaggi, il Santo protegge tradizionalmente le categorie dei macellai, salumieri e canestrai, protegge anche gli animali domestici e va invocato contro ogni tipo di contagio, specialmente contro il dolorosissimo herpes zoster, detto anche "fuoco di Sant’Antonio".

L’attributo principale di Sant’Antonio Abate consiste in un bastone del Tau con la campanella, gli attributi secondari sono: il fuoco, il libro, il porcello, il demonio sotto la forma di un fantasioso mostro o drago. La ricorrenza di Sant’Antonio Abate si celebra il 17 gennaio.Quel giorno nel mondo cattolico è celebrato anche con la benedizione di animali, soprattutto domestici.La sera della vigilia si accendono i falò, manifestazione che si ricollega al potere attribuito al Santo monaco egiziano di guarire dal "fuoco sacro" cioè l’herpes zoster, meglio conosciuto come "fuoco di Sant’Antonio".La festa del Santo dà tradizionalmente l’inizio al carnevale.La sera della vigilia si accendono i falò, manifestazione che si ricollega al potere attribuito al Santo monaco egiziano di guarire dal "fuoco sacro" cioè l’herpes zoster, meglio conosciuto come "fuoco di Sant’Antonio".