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Tradizioni Folklore
Dopo circa 40 giorni si riprendeva il lavoro con la zappa, "marrài su lori", si liberava il seminato dalla ferula "sfeurrài", e dai polloni che spuntavano dai cespugli recisi e bruciati a settembre, "spillonài" e finalmente si poteva attendere con fiducia l'arrivo dell'estate per falciare il frumento, "messài" raccogliere le biade, "seidài" trebbiare, "treulài"; e trasportare a casa il raccolto "incungiài".
il contadino portava nell'aia anche i tridenti di legno "trebùssus" e i ventilabri, "bentulàus", la pala per spostare il grano, "sa palia de orxòla", il crivello, "su cilìvru", "su frascu de s'aqua", la brocchetta tipica a fondo piatto per l'acqua fresca, ed anche i sacchi per il frumento, "is saccus de carrigiài" lunghi, cilindrici, di orbace fitto, a due strisce colorate grigie e marroncine.
Con l'ultima operazione del trasporto "sa incùngia" la grande fatica era terminata.
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